Accoccolati nella bambagia di stato

La grande madre di tutti i diritti acquisiti sta nei sussidi al fotovoltaico. L’Italia spende oggi circa 12 miliardi di euro all’anno per gli incentivi alle fonti rinnovabili, di cui la metà per il sole. Si tratta di quasi un punto di pil che evapora dalle tasche dei consumatori, senza produrre un beneficio commisurato.
15 AGO 20
Immagine di Accoccolati nella bambagia di stato
La grande madre di tutti i diritti acquisiti sta nei sussidi al fotovoltaico. L’Italia spende oggi circa 12 miliardi di euro all’anno per gli incentivi alle fonti rinnovabili, di cui la metà per il sole. Si tratta di quasi un punto di pil che evapora dalle tasche dei consumatori, senza produrre un beneficio commisurato: la riduzione delle emissioni di CO2, che pure c’è, potrebbe essere ottenuta con una spesa inferiore almeno di un ordine di grandezza per mezzo di altre tecnologie. Inoltre, gli operatori fotovoltaici possono contare su rendimenti stellari, frutto di un politica che definire generosa sarebbe il più delicato degli eufemismi. Ci sono dunque ottime ragioni per mettere le mani ai sussidi, come il governo ha tentato di fare: da un lato può essere uno stimolo alla crescita (specie se l’“haircut” fosse utilizzato per frenare il caro-bollette), dall’altro un intervento di equità (perché è intollerabile che vi siano soggetti con profitti a troppi zeri e del tutto privi di ogni rischio industriale). Purtroppo, come ogni volta, anche in questo caso le buone intenzioni sono naufragate nel mare delle resistenze lobbistiche e sindacali: anche se nessuno si azzarda più a difendere l’entità dei vecchi incentivi (che infatti per i nuovi impianti sono stati sensibilmente ridotti), le forze della conservazione appaiono invincibili; incarnate anche dalla Fiom. E’ l’ennesimo segno di una politica che, per citare Fabrizio De André, “si costerna s’indigna s’impegna poi getta la spugna con gran dignità”. Se l’elezione di Matteo Renzi possa innescare una “fase 2” nel governo, lo vedremo anche dall’esito di questo braccio di ferro.